Modena, Nonantola e le ciclovie del PRIT

La zona di Modena Nonantola e le ciclovie previste dal PRIT (Piano Regionale Integrato Trasporti)

Questo è un ingrandimento della mappa allegata al PRIT 2015 (il Piano Regionale Integrato per i Trasporti), disponibile nella sua interezza qui. Eurovelo 7 è uno degli itinerari ciclabili europei che nello specifico connette Capo Nord con Malta (probabilmente, si suppone, con un servizio di traghetti per arrivare alla destinazione finale). La nostra area è fortunata: come si vede dalla cartina, tra Eurovelo 7 e le sue diramazioni, il territorio tra Modena e Bologna avrebbe molto da offrire al cicloturista che avrebbe l’opportunità di accedere a un patrimonio architettonico, storico, ambientale e pure enogastronomico di altissimo livello. Una volta che i percorsi saranno coordinati, segnalati e soprattutto resi sufficientemente sicuri, i turisti non tarderanno ad arrivare. Purtroppo, finora lo stato sconnesso dei tracciati ciclabili e l’insicurezza sulla strada hanno scoraggiato molti affezionati della due ruote tedeschi, austriaci e pure francesi che se potessero sarebbero invece ben felici di sconfinare oltralpe.

Il tracciato ufficiale dell’Eurovelo 7 passerebbe proprio per Nonantola, la quale poi sarebbe connessa a Modena dalla ciclabile fucsia che, nel codice colori, é indicata come una ciclabile provinciale principale. Dato il legame storico ed architettonico che lega Duomo di Modena e Abbazia di Nonantola, il cicloturista culturalmente consapevole troverebbe particolarmente allettante la possibilità di includere sia Modena che Nonantola nel suo percorso di visita, cosa che sarebbe resa facilmente possibile dalla presenza di una ciclabile tra i due centri: in un itinerario ideale attraverso i patrimoni del Romanico (previa opportuna segnalazione e pubblicizzazione), il cicloturista potrebbe arrivare a Nonantola sull’Eurovelo 7 (BI1) e poi deviare verso Modena, per ricongiungersi infine all’Eurovelo 7 alle porte di Bologna seguendo la ciclovia che nella mappa risulta parallela al tracciato ferroviario.

Una nota: secondo una rilevazione Eurovelo, un chilometro di pista ciclabile turistica porta un indotto economico annuo tra i 110 e i 350 mila euro. Ribadiamo, annui, per chilometro. Investire in infrastrutture ciclistiche per il turismo ripaga in fretta: dunque, prima si fa, meglio è.

PS: Domani pomeriggio ci sarà il tavolo tecnico con l’amministrazione di Modena e Nonantola e la Provincia per lo studio di fattibilità della ciclabile Modena-Nonantola. Vi terremo aggiornati.

In bici si respira più smog che in auto: falso

Bella l’idea della ciclabile però… sai quanto smog si respirerebbe pedalando a lato della Nonantolana, specie nelle ore di punta? Tra l’altro, chi va in bici fa respiri più profondi a causa dello sforzo fisico, quindi rischierebbe seriamente la salute. Questa è una delle obiezioni che più spesso vengono presentate quando si parla di una ciclabile Modena-Nonantola, parallela alla Nonantolana, ed è assolutamente motivata.

In realtà, la minaccia per la salute dovuta all’inquinamento dell’aria è più pesante sugli automobilisti che sui ciclisti.

Per i ciclisti pendolari, inoltre, i benefici derivati dal pedalare quotidianamente, superano di gran lunga gli svantaggi dovuti al respirare smog. Vediamo come e perché.

By Dietmar Rabich, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69502790

Da Modena a Nonantola ci sono circa una decina di chilometri, se si calcola la distanza tra Piazza Grande e la Torre dell’Orologio di Nonantola (il cosiddetto Torricino). Dalla Torre dell’Orologio di Nonantola alla farmacia dei Torrazzi (ingresso tangenziale di Modena, per intenderci) ce ne sono meno di sette. Quanto tempo ci si mette in auto a fare quei sette chilometri? Dipende chiaramente dal momento della giornata e dal traffico. Se qualche automobilista ha voglia di cronometrare il tragitto e inviarci le misurazioni temporali, le pubblichiamo volentieri.

Anche in bici dipende: dalla forma fisica e dal tipo di bicicletta che si sta usando. Con una bici di tipo olandese, a una sola marcia, probabilmente non si riesce a superare di molto i 14 chilometri orari, quindi per fare 7 km ci vuole una mezz’ora. Con una bici di medio livello, si arriva facilmente sui 18 km orari anche senza allenamento (provare per credere!) quindi in circa 25 minuti ce la si fa, con molta meno fatica. Con una bici a pedalata assistita che supera i 20 km orari, in 20 minuti scarsi si coprirebbe, senza sudare, la distanza Torre Orologio-Torrazzi. Indipendentemente dal traffico: si partirebbe e si saprebbe calcolare quando si arriva. Se ci fosse una pista ciclabile.

Nell’attesa di ricevere le misurazioni cronometriche degli amici automobilisti, azzardiamo un’ipotesi che ci sembra fondata: per percorrere quei 7 chilometri nelle ore di punta (quando lo smog è al picco), in auto ci si mette più tempo che in bici. Ora, è vero che un ciclista che pedala a lato di un’arteria trafficata respira parecchia schifezza. Uno studio preliminare della Barts and London School of Medicine del 2011 ha in effetti evidenziato che i ciclisti che si spostavano per lavoro a Londra mostravano una presenza di particolato sottile nei polmoni due-tre volte superiore ai pedoni, probabilmente a causa dello sforzo fisico. Il ciclista respira schifezza quindi, ma ma lo fa per un tempo più breve degli automobilisti sullo stesso tratto perché lo percorre più velocemente.

Agli automobilisti va peggio anche perché l’abitacolo di un’auto nel traffico è una camera a gas, anche se ci si sente protetti: attraverso i condotti di ventilazione, il particolato e l’inquinamento penetrano e rimagono dentro, a dispetto dei filtri che tendono ad intasarsi in fretta. Un recente studio dell’Università di Leeds ha confermato a riprova che, se confrontati con gli automobilisti, i ciclisti respirano meno inquinamento sulle tratte più congestionate.

Non solo. L’Università di Utrecht ha calcolato costi e benefici del pendolarismo in bicicletta. In Olanda sono di parte, ma i risultati sono interessanti: su un tragitto di circa sette chilometri e mezzo (come la Modena-Nonantola, Torrazzi-Torricino), l’esposizione all’inquinamento toglierebbe 3 settimane di vita ad un ciclista che percorresse quel tratto ogni giorno in mezzo al traffico dell’ora di punta (non è dato sapere quanto toglierebbe a un automobilista, probabilmente di più visto quel che si diceva sopra). Ma i benefici dati dal movimento fisico sulla stessa distanza porterebbero ad un allungamento della vita di circa 6 mesi.

Senza calcolare che più le persone decidono di spostarsi in bici anziché in auto, meno inquinamento ci sarebbe nelle ore di punta e i benefici per tutti sarebbero anche maggiori. Anche per chi non volesse rinunciare all’auto per nulla al mondo: più ciclisti, meno traffico automobilistico, meno smog. Anche negli abitacoli delle loro auto.