In bici si respira più smog che in auto: falso

Bella l’idea della ciclabile però… sai quanto smog si respirerebbe pedalando a lato della Nonantolana, specie nelle ore di punta? Tra l’altro, chi va in bici fa respiri più profondi a causa dello sforzo fisico, quindi rischierebbe seriamente la salute. Questa è una delle obiezioni che più spesso vengono presentate quando si parla di una ciclabile Modena-Nonantola, parallela alla Nonantolana, ed è assolutamente motivata.

In realtà, la minaccia per la salute dovuta all’inquinamento dell’aria è più pesante sugli automobilisti che sui ciclisti.

Per i ciclisti pendolari, inoltre, i benefici derivati dal pedalare quotidianamente, superano di gran lunga gli svantaggi dovuti al respirare smog. Vediamo come e perché.

By Dietmar Rabich, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69502790

Da Modena a Nonantola ci sono circa una decina di chilometri, se si calcola la distanza tra Piazza Grande e la Torre dell’Orologio di Nonantola (il cosiddetto Torricino). Dalla Torre dell’Orologio di Nonantola alla farmacia dei Torrazzi (ingresso tangenziale di Modena, per intenderci) ce ne sono meno di sette. Quanto tempo ci si mette in auto a fare quei sette chilometri? Dipende chiaramente dal momento della giornata e dal traffico. Se qualche automobilista ha voglia di cronometrare il tragitto e inviarci le misurazioni temporali, le pubblichiamo volentieri.

Anche in bici dipende: dalla forma fisica e dal tipo di bicicletta che si sta usando. Con una bici di tipo olandese, a una sola marcia, probabilmente non si riesce a superare di molto i 14 chilometri orari, quindi per fare 7 km ci vuole una mezz’ora. Con una bici di medio livello, si arriva facilmente sui 18 km orari anche senza allenamento (provare per credere!) quindi in circa 25 minuti ce la si fa, con molta meno fatica. Con una bici a pedalata assistita che supera i 20 km orari, in 20 minuti scarsi si coprirebbe, senza sudare, la distanza Torre Orologio-Torrazzi. Indipendentemente dal traffico: si partirebbe e si saprebbe calcolare quando si arriva. Se ci fosse una pista ciclabile.

Nell’attesa di ricevere le misurazioni cronometriche degli amici automobilisti, azzardiamo un’ipotesi che ci sembra fondata: per percorrere quei 7 chilometri nelle ore di punta (quando lo smog è al picco), in auto ci si mette più tempo che in bici. Ora, è vero che un ciclista che pedala a lato di un’arteria trafficata respira parecchia schifezza. Uno studio preliminare della Barts and London School of Medicine del 2011 ha in effetti evidenziato che i ciclisti che si spostavano per lavoro a Londra mostravano una presenza di particolato sottile nei polmoni due-tre volte superiore ai pedoni, probabilmente a causa dello sforzo fisico. Il ciclista respira schifezza quindi, ma ma lo fa per un tempo più breve degli automobilisti sullo stesso tratto perché lo percorre più velocemente.

Agli automobilisti va peggio anche perché l’abitacolo di un’auto nel traffico è una camera a gas, anche se ci si sente protetti: attraverso i condotti di ventilazione, il particolato e l’inquinamento penetrano e rimagono dentro, a dispetto dei filtri che tendono ad intasarsi in fretta. Un recente studio dell’Università di Leeds ha confermato a riprova che, se confrontati con gli automobilisti, i ciclisti respirano meno inquinamento sulle tratte più congestionate.

Non solo. L’Università di Utrecht ha calcolato costi e benefici del pendolarismo in bicicletta. In Olanda sono di parte, ma i risultati sono interessanti: su un tragitto di circa sette chilometri e mezzo (come la Modena-Nonantola, Torrazzi-Torricino), l’esposizione all’inquinamento toglierebbe 3 settimane di vita ad un ciclista che percorresse quel tratto ogni giorno in mezzo al traffico dell’ora di punta (non è dato sapere quanto toglierebbe a un automobilista, probabilmente di più visto quel che si diceva sopra). Ma i benefici dati dal movimento fisico sulla stessa distanza porterebbero ad un allungamento della vita di circa 6 mesi.

Senza calcolare che più le persone decidono di spostarsi in bici anziché in auto, meno inquinamento ci sarebbe nelle ore di punta e i benefici per tutti sarebbero anche maggiori. Anche per chi non volesse rinunciare all’auto per nulla al mondo: più ciclisti, meno traffico automobilistico, meno smog. Anche negli abitacoli delle loro auto.

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